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Recensione: "Milk" di Gus van sant

Harvey Milk è stato il primo politico dichiaratamente gay ad essere eletto ad
una carica pubblica negli USA a fine anni '70.
Il film di Gus Van Sant, candidato a 5 Oscars, tra cui film, regia e Sean Penn,
ripercorre la vita di Milk dagli inizi del 1970, ripercorrendo le lotte intraprese dalla
comunità gay di San Francisco per i diritti dei gay e la lotta contro la Proposizione 6
avrebbe vietato l'insegnamento ai professori dichiaratamente gay, fno al giorno del
suo omicidio, da parte di un altro consigliere comunale di SanFrancisco, omofobico. 
Il punto di forza del film è senza dubbio la stupenda interpretazione di Penn,
che riesce senza farlo diventare una caricatura del solito gay effeminato a rendere
credibile un attore eterosessuale in una parte gay. Inoltre il film ha un ottimo secondo
tempo che accompagna lo spettatore fino al successo del protagonista senza un attimo
di cedimento. Il montaggio di spezzoni dell'epoca degli anni '70 contribuisce a tenere
alto l'interesse alla storia e il ritmo del film.
Un'altra nomination all'Oscar l'ha ottenuta, Josh Brolin, che interpeta Dan White,
l'assassino, bravissimo a far trasparire rabbia prima della decisione finale e
una calma apparente e subdola il giorno dell'omicidio. Ottimi gli altri interpreti,
da James Franco ad Emile Hirsch (il protagonista di Into the Wilde).
Da vedere assolutamente, uno spaccato di storia americana di attualità.

Pubblicato il 31/1/2009 alle 15.19 nella rubrica CINEMA.

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