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Recensione: "Sette Anime" di Gabriele Muccino

Dopo "La ricerca della felicità" si era gridato ad una nuova carriera super 
di Muccino anche ad Hollywood, con questo "Sette anime" non penso ci sarà una
battuta d'arresto perchè al pubblico è piaciuto ma la critica l'ha massacrato
definendo questo film troppo lento e "ruffiano". 
Lento perchè in verità la prima parte è particolarmente pesante anche se interessante
la presenza dei flashback per far capire anche questo lentamente il senso di colpa
del protagonista da cosa è dovuto. Ruffiano perchè Muccino è sempre pronto 
a girare cercando di emozionare e infine di far scorrere lacrime a fiumi. Il bello è che
ci riesce, cavoli! E questo è il pregio di un film che alla fine riesce nel suo intento,
fa emozionare e commuovere. Il tema è scottante, criticabile e anticlericale, ma è un
pugno nello stomaco ben assestato.
Ottima e peccato per una nomination mancata ma meritata, Rosario Dawson, malata
terminale con grave patologia cardiaca. Will Smith, vuole fare l'intenso ma non riesce
come nel precedente film a recitare in modo magistrale lo "sfigato" ma solo a rendere
ancora + pesante il film.
Cmnque lo consiglierei.


Pubblicato il 23/1/2009 alle 13.43 nella rubrica Diario.

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