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recensione "American gangster" di Ridley Scott

Ieri sera ho visto "American gangster" diretto dal grande Ridley Scott.
E' la storia di Frank Lucas e del poliziotto che gli diede la caccia per anni.
Fu il primo "gangster" di colore e soprattutto il primo uomo NON italiano, ad 
avere il controllo del traffico di droga verso New York. Siamo alla fine degli anni
'60, in piena guerra in Vietnam, l'idea di Lucas è quella di eliminare gli intermediari
della droga e comprarla direttamente dal produttore.. in Vietnam appunto. Come faccia
a portare la droga in USA è nel film, non ve lo voglio raccontare. 
Come in "Training Day", Denzel Washington offre un'interpretazione da cattivo superlativa,
non mi sorprenderei di trovarlo nella cinquina  per i migliori attori. La sua interpretazione
gentile nel raggiungere uno scopo così vile è resa benissimo da un attore che non ha più
ormai niente da dimostrare, allo stesso modo come esprime la freddezza nello sguardo da killer spietato e la dolcezza per una bellissima donna. Bravo e anche molto finalmente Russell
Crowe, si ritrovano solo verso la fine ma sono scene bellissime.
La sceneggiatura di Steve Zaillian, (Oscar per Shindler's list), la ricostruzione perfetta
di una NewYork di qualche decennio fa, costumi azzecati, regia con ritmo fanno sì
che "American Gangster" sia uno dei più bei film dell'anno.

Pubblicato il 21/1/2008 alle 20.42 nella rubrica CINEMA.

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